Tutorial

Non hai mai scritto nulla in vita tua, nemmeno la lista della spesa? Nessun problema.

La flash-fiction è il metodo più divertente e veloce con cui si insegna scrittura creativa  in tutto il mondo anglosassone. Scrolla in basso per i suggerimenti sul da-farsi e gli anche-no.

 

Dalla sua comparsa sulla terra, l’uomo ha sempre avuto bisogno di storie. Lo dimostrano i geroglifici nelle caverne, le stampe giapponesi su carta, i cantastorie, Esopo, Boccaccio, Edgar Allan Poe, fino a Čechov, Hemingway e Italo Calvino.

Ma oggi più di sempre, in un mondo in cui il tempo è il bene più prezioso, la brevità è una chiave che può renderti eterno. I lettori non hanno sempre il tempo di tuffarsi in un romanzo; vogliono storie agili, vogliono solo un indizio, una suggestione, vogliono poter collaborare con lo scrittore per creare un mondo apposta per sé, un mondo veloce che entri nelle loro vite in un battito e lasci nell’aria un profumo indelebile.

Questa è la flash-fiction: un genere letterario che fa del non-scritto la sua parte migliore, una composizione a metà tra il racconto breve e la poesia in prosa e che funziona come un colpo di fulmine, quel qualcuno seduto ad un caffè con cui incroci gli occhi per un solo istante prima che si alzi e se ne vada.

E il fatto che sia breve aiuta sia il lettore che lo scrittore: il lettore a gettarsi nella lettura senza paura di rimanere deluso (qualora non mi piacesse la storia, sono sempre a poche righe di distanza da quella successiva) e lo scrittore a sperimentare a briglia sciolte nuovi stili, nuovi argomenti, nuove tecniche, ad osare nell’urgenza di esprimersi in una sola pagina là dove non ha mai osato, come se fosse un fottuto punk-rocker davanti ad un pubblico ubriaco che può tenere in pugno per il tempo di una sola canzone.

Da-farsi

#1: Siate audaci

Siate sprezzanti, siate ribelli, siate audaci, ma maneggiate le parole con cura. E se volete spezzare cuori o aprire menti in una sola pagina, abbiate carattere davanti alla tastiera.
La flash-fiction vince per k.o., non lavorando ai fianchi in attesa di un uppercut vincente.

#2: Siate credibili

La struttura della trama in una storia di una sola pagina non è importante, ciò che conta è la credibilità di ciò che scrivete, il tono giusto, l’atmosfera e la capacità di fare vostra un’emozione. James Joyce diceva che la letteratura è come l’epifania per i cattolici, il divino che si svela all’uomo, il verbo che si fa carne. Tenetelo a mente per le vostre flash-fiction, ma al contrario: dev’essere la carne a farsi verbo lungo la vostra personale strada che da Damasco vi porta a mettere il punto finale.

#3: Occhio alla trama

Ogni storia si distingue da una poesia perché ha una trama, e la flash-fiction non fa differenza. Per quanto breve, ogni storia-lampo deve concentrarsi su un personaggio, e non esiste personaggio che prenda corpo su questa terra senza desiderare qualcosa almeno per un attimo. Per cui per quanto non completamente sviluppata, ogni flash fiction deve contenere l’essenza di una trama, vale a dire un desiderio espresso o inespresso. Altrimenti state solo gettando nero su bianco un pensiero, un’elucubrazione libera, uno sketch scritto con un linguaggio più o meno lirico.

#4: Concentratevi su un personaggio

Potete averne più di uno, ma concentratevi su uno soltanto. Non è detto che debba essere per forza un vostro simile, potrebbe anche essere un orsacchiotto di peluche che sogna di andare a vivere in Canada assieme agli orsi veri. Siete voi che decidete se concedere a un frammento di idea il diritto di nascere, farsi storia ed esistere nell’imprevedibile reame della flash-fiction.
Un consiglio spassionato: rifuggite dai contesti più familiari, da idee trite e ritrite, o fin troppo ordinarie, e se un lampo di idea qualunque spinge lo stesso contro le pareti della vostra testa, fate in modo che quel lampo sia dipinto sul foglio in modo intimo, in modo inusuale, carico di un significato nuovo e profondo che a tutti noi è sfuggito.

#5: Linguaggio, sorpresa, ritmo

Linguaggio, immagini, sorprese, ritmo, questi sono gli elementi chiave quando si scrive una flash fiction, mentre il tono e il punto di vista (prima o terza persona narrante) aiutano la trama a srotolarsi meglio in uno spazio angusto come la singola pagina. Per cui non siate pigri nel costruire le vostre farsi, nel scegliere la parola giusta, scartate le prime due o tre che vi vengono in mente, cercate “lo stilista” che è in voi e sfidatevi a scrivere frasi che suonano bene, che non sono cliché, che raccontano qualcosa di più personale di “una lacrima le solcò il viso”. Coinvolgete i sensi, mettete in gioco le vostre sensazioni, i vostri pensieri proibiti o confusi, svuotate le tasche della vostra testa e riordinate su carta tutto quanto tenevate lì dentro alla rinfusa. Ma attenzione: non giocate troppo con le parole, o con metafore arzigogolate. Anche il migliore degli espedienti per non dire niente su carta, per nascondersi dietro a parole che imitano quelle di poeti e scrittori, stufa. E un lettore annoiato è il vostro peggior nemico..

#6: Arrivate al punto

La miglior flash-fiction è acuta, vivida e ha un ritmo serrato. Arrivate al punto, la bellezza della sua compressione è il non girare attorno alle cose, ai sentimenti forti, alle idee ardite, quelle che si agitano nei vostri mari più profondi. Per cui siate spericolati là dentro, e non limitatevi a giocare, correte dei rischi, lanciatevi in frasi cazzute, siate minimalisti se nella vita di tutti i giorni siete prolissi, affrontate un argomento che non avete mai voluto affrontare, stravolgete ogni regola che avete letto fino ad ora, ma fatelo in nome di un’emozione vera.

#7: Cogliete l'attimo

Una flash-fiction come si deve fa piombare il lettore in un mondo che sta già girando attorno al proprio asse a piena velocità. Non c’è tempo per costruire un personaggio, una situazione, tracciare una motivazione, per delineare chi sono i buoni, chi sono i cattivi e il perché, quindi se la storia non è già in moto entro il primo punto, lasciate perdere e riscrivetela da capo. Magari su un foglio di carta e con una penna di quelle rubate negli alberghi. La flash-fiction è cogliere un breve attimo creativo e trasformarlo in un intero mondo che rapisce il lettore senza avere la pretesa del per sempre.

#8: Attenzione al titolo

Non dimenticate mai l’importanza del titolo. Il vostro titolo deve dire “fermati, entra un attimo, ne varrà la pena, te lo prometto”

Anche-no

#1

Lo spazio compresso rende il linguaggio chiave. Se le vostre frasi sono flaccide e non mostrano i muscoli, la storia non funziona.

#2

Non perdete tempo dietro a dettagli inutili, in una sola pagina si è obbligati ad andare di fretta, e non cercate di essere né troppo belli, solo perché avete fatto il classico, né troppo intelligenti per stupire il lettore a tutti i costi, manco foste la reincarnazione “flash” di Alfred Hitchcock.

#3

Una flash-fiction è come una barzelletta: ti penti di averla raccontata nel momento stesso in cui la stai spiegando. Non siate ridondanti!

#4

Attenti a non confondere ambiguità con vaghezza. Nel tentativo di sussurrare un sotto-testo più profondo nelle orecchie del lettore, spesso si cade nell’oscuro, nel confuso, si perde il bandolo della matassa. Come diceva Čechov: “Chi racconta deve essere lucido nella sua prosa anche quando narra l’ignoto, lo scrittore carica i lettori su una scialuppa di salvataggio e, pur non distinguendo l’orizzonte, sa come si timona una barca in mare aperto.”.

#5

Una flash-fiction non può mai poggiarsi su un singolo gioco di parole, su una battuta troppo lunga, una trovata pubblicitaria; quelli sono aforismi, parodie o semplici “seghe” scritte in 700 parole o su per giù.

#6

L’assoluta mancanza di un arco narrativo fa precipitare nove flash-fiction su dieci dentro a una spirale. Molte flash-fiction sembrano stralci presi da un lavoro più lungo, o racconti tagliuzzati per poter entrare dentro a 999 parole. Quindi, a meno che possediate la tecnica di Baricco, o la densità di pensiero di Hemingway davanti ad un bicchiere di vino, o la poesia maledetta di Baudelaire tra le vene, accompagnate i lettori verso un finale diverso dal punto di partenza della storia; la descrizione di un momento senza un significato preciso si dimentica in fretta, anzi subito, indipendentemente da quanto volgare, elegante, eccessivo o accattivante sia il linguaggio che avete utilizzato.

Il trucco è provare, fallire, provare ancora e fallire meglio!

Di-ver-ti-te-vi!

La flash-fiction vi consente momenti di follia creativa in cui a un certo punto vi ritroverete a scrivere qualcosa di intenso, o profondo, o serio, o di così autentico da risultare esilarante e sbalorditivo al tempo stesso.
Anzi, le migliori storie-lampo sono quelle in cui vi domanderete: “Ma da dove è uscita questa cosa?!”

Rendete il surreale normale, e il normale surreale; lasciatevi andare e poi rileggete tutto ad alta voce, eliminando le parole appiccicose che si sono incollate al testo senza un motivo preciso e le soluzioni brillanti che avete infilato nella pagina per dimostrare che siete bravi. Lasciate che sia la storia a cantarsi da sola, con la sua propria voce e non con la vostra.

In culo alla balena!

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