Giudici d’Onore

Antonio Coletta: il nostro giudice d’onore del Contest di  luglio 2019

E non poteva esserci primo giudice più azzeccato per valutare i vostri racconti lampo.
Antonio scriveva flash-fiction prima ancora di sapere che si chiamassero così.
Scrittore prolifico ha iniziato con un primo blog nel 2005 e ha finito per riempirne sette. Ha scritto di tutto: di se stesso, degli altri, di politica, di musica, sia per testate online che cartacee, tra cui Il Messaggero.
Nel 2013 gli affidano una rubrica umoristica su Gente comune, magazine di cultura, politica, attualità, cronaca, sport e tradizioni con al centro la Provincia di Frosinone.
Nel frattempo collabora come recensore di romanzi sia per Il Mucchio Selvaggio, mensile di musica e cultura indipendente, che per Popoff, quotidiano di giornalisti e scrittori senza filtro.  Nel 2018 ha pubblicato il libro Calcutta. Amatevi in disparte per la collana “Cantautori del duemila” di Arcana Edizioni. Ed è di qualche settimana fa la sua ultima creatura per Ultra Editore: Mia madre astronauta, un concentrato di flash-fiction surreali che a noi di BSF ha fatto gridare al “Ciao Papà!”.

«Ricordate lo sconosciuto che regalava caramelle piene di droga ai bambini all’uscita delle scuole? Era mio padre. Quando si sparse la voce e nessun bambino fu più disposto ad accettare caramelle da uno sconosciuto, mio padre andò a lavorare in un cantiere come manovale, cadde da sette metri e restò paralizzato dalla vita in giù. Dopo l’incidente mio padre fece causa al datore di lavoro, il quale sostenne che mio padre fosse un mitomane: «Quello sconosciuto non ha mai lavorato per me». Il giudice diede ragione al datore di lavoro e condannò mio padre al risarcimento del danno d’immagine causato alla ditta edile. L’inabilità al lavoro del marito costrinse mia madre ad accettare un impiego come astronauta nella stazione spaziale internazionale Galileo XXIII. Mio padre considerava sconveniente che una donna sposata dormisse per tanto tempo lontano da casa, chiusa in una stazione spaziale internazionale con otto uomini. Ma mia madre spediva soldi ogni mese dallo spazio, comprando il silenzio e la birra con cui mio padre si anestetizzava ogni santa sera. Io gli preparavo un pediluvio, lui mangiava le unghie, beveva birra e scriveva lettere d’amore a Enrica Bonaccorti: «Guardo il cielo e vorrei prendere la stella più bella, tu, Enrica». Così comincia Mia madre astronauta, una trasposizione surreale in parole e immagini della cronaca, dei sentimenti e delle ansie dell’ultimo decennio, nella quale si possono incontrare terroristi innamorati, alberi che fanno lo sciopero della fotosintesi clorofilliana, attori che amano rane velenose, donne quasi centenarie che fuggono di casa, uomini che parlano d’amore e di pace come nessuno aveva mai fatto prima, fantasmi esibizionisti, conigli assassini, migranti interplanetari, Rodolfo Valentino, Hegel, Elvis Presley, Silvio Berlusconi e l’ex presidente americano Gerald Ford.

 

 

 

Giudice d’onore di agosto 2019 …rullino i tamburi: l’eccezionale Federico Buffa!Il più grande storyteller italiano leggerà tutti i vostri racconti e sceglierà il suo preferito alla fine del mese.
Non perdete l’occasione di essere letti da un narratore unico, capace di governare storie che si diramano per mille rivoli e che lui riesce a condurre tutti e mille alla foce accompagnandovi per mano lungo il tragitto.

Citazioni x video

  • L’onnipotenza logora chi non ce l’ha…
  • [Su Jack Nicholson]Non lo vedevo così incazzato da Shining. [Durante la telecronaca  delle Finali NBA del 2009 tra gli Orlando Magic e i Los Angeles Lakers]
  • Il Novecento è il secolo più affascinante della storia dell’uomo.
  • Le gioie della vita: Michelle Pfeiffer, il cioccolato… e Kobe Bryant in campo aperto.
  • Ogni tanto vale la pena rallentare il battito cardiaco di un momento narrativo.
  • Ciò che innesca un racconto è il nostro filtro, il modo con cui filtriamo qualcosa attraverso la nostra pelle. 
  • Ogni volta che vediamo una cosa abbiamo il dovere di trattenerla. Trattenerla significa recuperarla quando ci servirà.

 

Il giudice d’onore di settembre 2019 è


Nicolò Targhetta 

Dopo aver dato vita alla pagina di culto www.facebook.com/nonesuccessoniente e averne fatto un libro edito da Becco Giallo e già di gran successo, Nicolò ha pensato di fare un salto in redazione e partorire cesaricamente una traccia corrosiva perfetta per il vostro rientro dalle vacanze. Sarà lui il nostro giudice d’onore per il contest di settembre, attratto, citiamo testualmente, “dalle nostre commozioni cerebrali mai trattate a dovere”.

 

 Il giudice d’onore di ottobre 2019

 

Annalisa De Simone 

scrittrice aquilana che quando scrive fa come la sua terra: assorbe sussulti di libertà.
Dopo aver fatto la coreografa, l’attrice televisiva, la presidentessa del Teatro Stabile d’Abruzzo, e aver vissuto a Parigi, Annalisa ha anche pluri-partorito: ben quattro libri, più due sceneggiature. Nel suo ultimo libro, “Le amiche di Jane” spiega alle donne gli uomini di oggi – o viceversa – raccontando loro dei principi azzurri e dei cialtroni nei romanzi di Jane Austen. Non solo: parla di Orgoglio e Pregiudizio al bar, con le sue amiche, mentre si beve un Bloody Mary, ci fa riflettere e ridere allo stesso tempo, e ci ricorda che “se pur non si può ambire al vissero felici e contenti, bisogna trovare un rimedio al tran tran malinconico in cui vanno a immergersi i nostri giorni, perché è tra il sempre e il mai che scorre la vita di ognuno di noi”.

Il giudice d’onore di novembre 2019 è

 

Paolo Roversi

 

 

 

A novembre, complice il presagio della nebbia, arriva anche a Breve Storia Felice la prima traccia gialla… Per cui amanti dei noir, dei romanzi polizieschi, dei thriller e delle spy stories, affilate le vostre penne perché il giudice d’onore novembrino sarà niente po’ po’ di meno che Paolo Roversi, il papà della saga noir metropolitana con protagonista il giornalista hacker Enrico Radeschi, proprio in questi mesi in tutte le librerie con un’altra avventura: “”Alle porte della notte”.

Abbiamo incontrato Paolo alla presentazione e lui è stato così gentile da pensare a una traccia “gialla” appositamente per noi.

Alcuni consigli da parte sua che da anni cura sia il portale e casa editrice digitale Milano Nera, dedicata al giallo, che l’accademia del giallo e del noir con corsi per chiunque voglia imparare questo specifico genere letterario.

1)Iniziate a scrivere solo quando siete molto convinti della vostra idea noir.
2) Documentatevi e ragionate da criminali.
3) I lettori di gialli sono molto sgamati, per riuscire a stupirli e far funzionare il colpo di scena bisogna aver studiato bene trama e dettagli.
Penne consigliate, mezze salvate.

 

Giudice d’onore d’eccezione per l’All-Star Contest del 2019 è il più grande fumettista della storia italiana del fumetto:

 

Alfredo Castelli

 

 

 

Alfredo Castelli, padre della celebre serie Martin Mystère, il detective dell’impossibile, tuttora pubblicata da Sergio Bonelli Editore con cadenza bimestrale, oltre a sceneggiature per le serie Diabolik, Zagor, Mister No, episodi di Supergulp alla televisione e riviste come Il Giornalino, Il Corriere dei Ragazzi, Tilt e Horror e L’Eureka che molti di voi ricorderanno per Sturmtruppen, Lupo Alberto o Garfield.
È anche uno storico del fumetto e di letteratura popolare, e un critico letterario.
Insomma, siete in una botte di ferro!

La traccia per l’All-Star Contest, data l’opportunità di vedere il proprio racconto trasformato in graphic-novel e la presenza di un giudice d’onore che è una vera leggenda del fumetto, vi chiederà di ricorrere a un classico espediente narrativo del mondo “comics”: il team-up, due personaggi famosi, del mondo reale o della fiction, o del mondo dei morti, che intrecciano le loro vicende all’interno di un racconto. Nel nostro caso il primo personaggio famoso lo scegliamo noi, l’altro dovete sceglierlo voi dal mondo dei morti o della fiction o dei fumetti:

 

Giudici d’onore del Contest bimestrale di dicembre 2019 – gennaio 2002 sono

Marco Riva (Psichiatra) e Roberta Resega (Pricoterapeuta)

 

Marco Riva                                       Roberta Resega 

 

fondatori di ottocentro.it, una rete di psicoterapeuti e psichiatri che credono che un percorso psicoterapeutico possa essere utile a chiunque e che pertanto hanno deciso di offrire parte del proprio tempo lavorativo per proporre otto colloqui psicologici agli stessi costi del Servizio Sanitario Nazionale.

Loro si sono appassionati a Breve Storia Felice, noi a loro, anche perché, indipendentemente dai “come” e dai “perché”, su una cosa concordiamo: un racconto dice più di noi stessi di centomila frasi fatte o trattenute dentro.

 

Il nostro giudice d’Onore di Febbraio: Ettore Andenna

Il nostro giudice d’onore è stato il volto storico di Giochi Senza Frontiere per 20 anni, dal 1976 al 1996, eppure il personale Amarcord che ha voluto regalare alla redazione non è legato a una delle tante trasmissioni televisive, ma alla fatidica prima volta.
12 dicembre 1967, si ricorda perfettamente la data.
All’epoca Ettore stava studiando ai Filodrammatici per diventare regista, la sua prima grande passione. Un corso a cui si erano iscritti più di 700 ragazzi e a cui furono ammessi dopo un micidiale provino iniziale solo ventidue di loro, tra cui il Nostro Ettore.
Il primo anno era dedicato alla dizione a alla recitazione, il secondo solo alla recitazione sotto le grinfie della grande attrice di teatro Esperia Sperani e l’ultimo anno era un avviamento alla regia.
Un giorno, mentre era a lezione, si presentò un signore francese con una pipa in bocca in cerca di belle voci italiane per una trasmissione in onda su Radio Monte Carlo accanto alla storica conduttrice francese Barbara Marchand.
“Scoprii, solo dopo il provino, che si trattava del grande Noel Coutisson, una vecchia volpe della radiofonia che con un gruppo di dj giovani e preparati stava rivoluzionando il mondo della radio attraverso una programmazione e uno stile spregiudicati e anticonformisti.
Partii da Milano alle 8,30 con mia mamma, arrivai attorno a mezzogiorno e alle 15 mi torchiarono con l’ennesimo provino radiofonico. Alle 16, 45 iniziò tutto. Barbara mi presentò come il nuovo bel ragazzo che l’avrebbe affiancata tutti giorni e mi fece annunciare la prima canzone della giornata. Mes Rêves de satin di una cantante svizzero-francese di nome Patriciá. Fui in onda per le due ore successive. Ascoltato dalla Francia fino al Marocco per i successivi dieci anni.

Sì, il Mio Amarcord non può che essere questo.”.

Ettore ha una memoria di ferro come tutti coloro che hanno vissuto prima e fuori dall’era social.
E ha la stessa voce calda e avvolgente di 40 anni fa.

Non solo si intende di regia, ma ha anche un proprio idolo dietro la cinepresa: Sergio Leone.“Fellini è stato sicuramente un grande, ma io gli ho sempre preferito Leone. E oggi adoro tutte le pellicole di Tarantino che gli fanno onore, come Django Unchained, The Hateful Eight e anche Bastardi senza Gloria.”.

Legge di tutto, ma predilige i thriller di James Patterson e Jeffery Deaver, per cui fate attenzione con i vostri racconti: che abbiano ritmo. Il giudice d’onore di febbraio è un signore che ha studiato l’arte del raccontare, che l’ha perfezionata in mezzo secolo dietro ai microfoni radiofonici e televisivi e che riconoscerebbe tempi e immagini giuste per costruire un racconto pure sotto tortura. In bocca al lupo. Al limite giocatevi il fil rouge!

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