Giudici d’Onore

Antonio Coletta: il nostro giudice d’onore del Contest di  luglio 2019

E non poteva esserci primo giudice più azzeccato per valutare i vostri racconti lampo.
Antonio scriveva flash-fiction prima ancora di sapere che si chiamassero così.
Scrittore prolifico ha iniziato con un primo blog nel 2005 e ha finito per riempirne sette. Ha scritto di tutto: di se stesso, degli altri, di politica, di musica, sia per testate online che cartacee, tra cui Il Messaggero.
Nel 2013 gli affidano una rubrica umoristica su Gente comune, magazine di cultura, politica, attualità, cronaca, sport e tradizioni con al centro la Provincia di Frosinone.
Nel frattempo collabora come recensore di romanzi sia per Il Mucchio Selvaggio, mensile di musica e cultura indipendente, che per Popoff, quotidiano di giornalisti e scrittori senza filtro.  Nel 2018 ha pubblicato il libro Calcutta. Amatevi in disparte per la collana “Cantautori del duemila” di Arcana Edizioni. Ed è di qualche settimana fa la sua ultima creatura per Ultra Editore: Mia madre astronauta, un concentrato di flash-fiction surreali che a noi di BSF ha fatto gridare al “Ciao Papà!”.

«Ricordate lo sconosciuto che regalava caramelle piene di droga ai bambini all’uscita delle scuole? Era mio padre. Quando si sparse la voce e nessun bambino fu più disposto ad accettare caramelle da uno sconosciuto, mio padre andò a lavorare in un cantiere come manovale, cadde da sette metri e restò paralizzato dalla vita in giù. Dopo l’incidente mio padre fece causa al datore di lavoro, il quale sostenne che mio padre fosse un mitomane: «Quello sconosciuto non ha mai lavorato per me». Il giudice diede ragione al datore di lavoro e condannò mio padre al risarcimento del danno d’immagine causato alla ditta edile. L’inabilità al lavoro del marito costrinse mia madre ad accettare un impiego come astronauta nella stazione spaziale internazionale Galileo XXIII. Mio padre considerava sconveniente che una donna sposata dormisse per tanto tempo lontano da casa, chiusa in una stazione spaziale internazionale con otto uomini. Ma mia madre spediva soldi ogni mese dallo spazio, comprando il silenzio e la birra con cui mio padre si anestetizzava ogni santa sera. Io gli preparavo un pediluvio, lui mangiava le unghie, beveva birra e scriveva lettere d’amore a Enrica Bonaccorti: «Guardo il cielo e vorrei prendere la stella più bella, tu, Enrica». Così comincia Mia madre astronauta, una trasposizione surreale in parole e immagini della cronaca, dei sentimenti e delle ansie dell’ultimo decennio, nella quale si possono incontrare terroristi innamorati, alberi che fanno lo sciopero della fotosintesi clorofilliana, attori che amano rane velenose, donne quasi centenarie che fuggono di casa, uomini che parlano d’amore e di pace come nessuno aveva mai fatto prima, fantasmi esibizionisti, conigli assassini, migranti interplanetari, Rodolfo Valentino, Hegel, Elvis Presley, Silvio Berlusconi e l’ex presidente americano Gerald Ford.

 

 

 

Giudice d’onore di agosto 2019 …rullino i tamburi: l’eccezionale Federico Buffa!
Il più grande storyteller italiano leggerà tutti i vostri racconti e sceglierà il suo preferito alla fine del mese.
Non perdete l’occasione di essere letti da un narratore unico, capace di governare storie che si diramano per mille rivoli e che lui riesce a condurre tutti e mille alla foce accompagnandovi per mano lungo il tragitto.

Citazioni x video

  • L’onnipotenza logora chi non ce l’ha…
  • [Su Jack Nicholson]Non lo vedevo così incazzato da Shining. [Durante la telecronaca  delle Finali NBA del 2009 tra gli Orlando Magic e i Los Angeles Lakers]
  • Il Novecento è il secolo più affascinante della storia dell’uomo.
  • Le gioie della vita: Michelle Pfeiffer, il cioccolato… e Kobe Bryant in campo aperto.
  • Ogni tanto vale la pena rallentare il battito cardiaco di un momento narrativo.
  • Ciò che innesca un racconto è il nostro filtro, il modo con cui filtriamo qualcosa attraverso la nostra pelle. 
  • Ogni volta che vediamo una cosa abbiamo il dovere di trattenerla. Trattenerla significa recuperarla quando ci servirà.

 

Il giudice d’onore di settembre 2019 è


Nicolò Targhetta 

Dopo aver dato vita alla pagina di culto www.facebook.com/nonesuccessoniente e averne fatto un libro edito da Becco Giallo e già di gran successo, Nicolò ha pensato di fare un salto in redazione e partorire cesaricamente una traccia corrosiva perfetta per il vostro rientro dalle vacanze. Sarà lui il nostro giudice d’onore per il contest di settembre, attratto, citiamo testualmente, “dalle nostre commozioni cerebrali mai trattate a dovere”.

 

 Il giudice d’onore di ottobre 2019

 

Annalisa De Simone 

scrittrice aquilana che quando scrive fa come la sua terra: assorbe sussulti di libertà.
Dopo aver fatto la coreografa, l’attrice televisiva, la presidentessa del Teatro Stabile d’Abruzzo, e aver vissuto a Parigi, Annalisa ha anche pluri-partorito: ben quattro libri, più due sceneggiature. Nel suo ultimo libro, “Le amiche di Jane” spiega alle donne gli uomini di oggi – o viceversa – raccontando loro dei principi azzurri e dei cialtroni nei romanzi di Jane Austen. Non solo: parla di Orgoglio e Pregiudizio al bar, con le sue amiche, mentre si beve un Bloody Mary, ci fa riflettere e ridere allo stesso tempo, e ci ricorda che “se pur non si può ambire al vissero felici e contenti, bisogna trovare un rimedio al tran tran malinconico in cui vanno a immergersi i nostri giorni, perché è tra il sempre e il mai che scorre la vita di ognuno di noi”.

Il giudice d’onore di novembre 2019 è

 

Paolo Roversi

 

 

 

A novembre, complice il presagio della nebbia, arriva anche a Breve Storia Felice la prima traccia gialla… Per cui amanti dei noir, dei romanzi polizieschi, dei thriller e delle spy stories, affilate le vostre penne perché il giudice d’onore novembrino sarà niente po’ po’ di meno che Paolo Roversi, il papà della saga noir metropolitana con protagonista il giornalista hacker Enrico Radeschi, proprio in questi mesi in tutte le librerie con un’altra avventura: “”Alle porte della notte”.

Abbiamo incontrato Paolo alla presentazione e lui è stato così gentile da pensare a una traccia “gialla” appositamente per noi.

Alcuni consigli da parte sua che da anni cura sia il portale e casa editrice digitale Milano Nera, dedicata al giallo, che l’accademia del giallo e del noir con corsi per chiunque voglia imparare questo specifico genere letterario.

1)Iniziate a scrivere solo quando siete molto convinti della vostra idea noir.
2) Documentatevi e ragionate da criminali.
3) I lettori di gialli sono molto sgamati, per riuscire a stupirli e far funzionare il colpo di scena bisogna aver studiato bene trama e dettagli.
Penne consigliate, mezze salvate.

 

Giudice d’onore d’eccezione per l’All-Star Contest del 2019 è il più grande fumettista della storia italiana del fumetto:

 

Alfredo Castelli

 

 

 

Alfredo Castelli, padre della celebre serie Martin Mystère, il detective dell’impossibile, tuttora pubblicata da Sergio Bonelli Editore con cadenza bimestrale, oltre a sceneggiature per le serie Diabolik, Zagor, Mister No, episodi di Supergulp alla televisione e riviste come Il Giornalino, Il Corriere dei Ragazzi, Tilt e Horror e L’Eureka che molti di voi ricorderanno per Sturmtruppen, Lupo Alberto o Garfield.
È anche uno storico del fumetto e di letteratura popolare, e un critico letterario.
Insomma, siete in una botte di ferro!

La traccia per l’All-Star Contest, data l’opportunità di vedere il proprio racconto trasformato in graphic-novel e la presenza di un giudice d’onore che è una vera leggenda del fumetto, vi chiederà di ricorrere a un classico espediente narrativo del mondo “comics”: il team-up, due personaggi famosi, del mondo reale o della fiction, o del mondo dei morti, che intrecciano le loro vicende all’interno di un racconto. Nel nostro caso il primo personaggio famoso lo scegliamo noi, l’altro dovete sceglierlo voi dal mondo dei morti o della fiction o dei fumetti:

 

Giudici d’onore del Contest bimestrale di dicembre 2019 – gennaio 2002 sono

Marco Riva (Psichiatra) e Roberta Resega (Pricoterapeuta)

 

Marco Riva                                       Roberta Resega 

 

fondatori di ottocentro.it, una rete di psicoterapeuti e psichiatri che credono che un percorso psicoterapeutico possa essere utile a chiunque e che pertanto hanno deciso di offrire parte del proprio tempo lavorativo per proporre otto colloqui psicologici agli stessi costi del Servizio Sanitario Nazionale.

Loro si sono appassionati a Breve Storia Felice, noi a loro, anche perché, indipendentemente dai “come” e dai “perché”, su una cosa concordiamo: un racconto dice più di noi stessi di centomila frasi fatte o trattenute dentro.

 

Il nostro giudice d’Onore di Febbraio: Ettore Andenna

Il nostro giudice d’onore è stato il volto storico di Giochi Senza Frontiere per 20 anni, dal 1976 al 1996, eppure il personale Amarcord che ha voluto regalare alla redazione non è legato a una delle tante trasmissioni televisive, ma alla fatidica prima volta.
12 dicembre 1967, si ricorda perfettamente la data.
All’epoca Ettore stava studiando ai Filodrammatici per diventare regista, la sua prima grande passione. Un corso a cui si erano iscritti più di 700 ragazzi e a cui furono ammessi dopo un micidiale provino iniziale solo ventidue di loro, tra cui il Nostro Ettore.
Il primo anno era dedicato alla dizione a alla recitazione, il secondo solo alla recitazione sotto le grinfie della grande attrice di teatro Esperia Sperani e l’ultimo anno era un avviamento alla regia.
Un giorno, mentre era a lezione, si presentò un signore francese con una pipa in bocca in cerca di belle voci italiane per una trasmissione in onda su Radio Monte Carlo accanto alla storica conduttrice francese Barbara Marchand.
“Scoprii, solo dopo il provino, che si trattava del grande Noel Coutisson, una vecchia volpe della radiofonia che con un gruppo di dj giovani e preparati stava rivoluzionando il mondo della radio attraverso una programmazione e uno stile spregiudicati e anticonformisti.
Partii da Milano alle 8,30 con mia mamma, arrivai attorno a mezzogiorno e alle 15 mi torchiarono con l’ennesimo provino radiofonico. Alle 16, 45 iniziò tutto. Barbara mi presentò come il nuovo bel ragazzo che l’avrebbe affiancata tutti giorni e mi fece annunciare la prima canzone della giornata. Mes Rêves de satin di una cantante svizzero-francese di nome Patriciá. Fui in onda per le due ore successive. Ascoltato dalla Francia fino al Marocco per i successivi dieci anni.

Sì, il Mio Amarcord non può che essere questo.”.

Ettore ha una memoria di ferro come tutti coloro che hanno vissuto prima e fuori dall’era social.
E ha la stessa voce calda e avvolgente di 40 anni fa.

Non solo si intende di regia, ma ha anche un proprio idolo dietro la cinepresa: Sergio Leone.“Fellini è stato sicuramente un grande, ma io gli ho sempre preferito Leone. E oggi adoro tutte le pellicole di Tarantino che gli fanno onore, come Django Unchained, The Hateful Eight e anche Bastardi senza Gloria.”.

Legge di tutto, ma predilige i thriller di James Patterson e Jeffery Deaver, per cui fate attenzione con i vostri racconti: che abbiano ritmo. Il giudice d’onore di febbraio è un signore che ha studiato l’arte del raccontare, che l’ha perfezionata in mezzo secolo dietro ai microfoni radiofonici e televisivi e che riconoscerebbe tempi e immagini giuste per costruire un racconto pure sotto tortura. In bocca al lupo. Al limite giocatevi il fil rouge!

Il nostro giudice d’Onore di marzo: Michela Gallio

Michela Gallio è una delle editor di punta della Casa Editrice Solferino, che assieme a Feltrinelli e Mondadori la fa da padrona in Italia. Se vi siete mai chiesti cosa penserebbe delle cose che scrivete qualcuno che di professione legge manoscritti ogni giorno scegliendo cosa si mette nero su bianco e cosa no, il contest di marzo è la vostra chance, perché è lei il nostro giudice d’onore di marzo, nonché l’appassionata degli anni 20 dietro alla nostra traccia. 

Il nostro giudice d’Onore di aprile: Giulia Ciarapica

Il giudice d’onore di aprile, Giulia Ciarapica, è allo stesso tempo una delle più giovani romanziere italiane, una book blogger che prende sul serio più i libri che se stessa, una filologa laureata con lode e una critica letteraria per Il Foglio. È uscito l’anno scorso il suo primo romanzo per Rizzoli “Una volta è abbastanza”, scritto a suo dire per raccontare l’epica dei calzolai e valorizzare una parte d’Italia, le sue Marche, che in pochi conoscono. Rimboccate i maglioni, sciogliete le dita e picchiate sulle tastiere con autenticità. Quand’anche il vostro protagonista fosse un pangolino cinese, che abbia la vostra visione del mondo o il vostro sense of humor.
“Si possono raccontare, attraverso la scrittura, storie molto lontane da noi, ma, sotto sotto, riconosciamo sempre principalmente ciò che si è anche solo in parte vissuto, ciò che si è visto da vicino, altrimenti rischieremmo di fare qualcosa di poco autentico, un po’ posticcio”. Parola di Giulia.

 

ENRICA TESIO – GIUDICE D’ONORE DI MAGGIO

Il giudice d’onore di maggio è Enrica Tesio, blogger e scrittrice torinese, nonché copywriter da quando aveva 20 anni. Di sé, tra le tante cose, dice che ha due figli, due gatti e un mutuo. Laureata in Lettere con indirizzo cinematografico, nel 2015 pubblica per Mondadori ‘La verità, vi spiego, sull’amore’, dal quale è stato tratto un film con la regia di Max Croci. “Il titolo è solo marketing. Continuo a farmi le domande sbagliate…”.  Nel 2017 esce per Bompiani ‘Dodici ricordi e un segreto’, nel 2019 per Giunti la raccolta di poesie ‘Filastorta d’amore. Rime fragili per donne resistenti’, che è diventata uno spettacolo teatrale in giro per l’Italia. Ha tenuto diverse rubriche su “La Repubblica” e “Donna moderna” e ha un blog
https://tiasmo.wordpress.com il cui incipit cita: “Prima o poi l’amore arriva. E t’incula.”. Così, tanto per dire.
La leggi e sorridi, e pensi, e ridi, e ti rivedi o ci rivedi dentro qualcun’altro. Di lei hanno scritto che ha fatto della sua biografia (madre separata e lavoratrice) la sua arte, per Enrica la separazione più che un fallimento è stata un’opportunità, uno spazio riconquistato per tracciare il proprio universo felice. Il suo tasso elevato di sincerità davanti a una tastiera oltre al piacere sottile per il suono e il senso di alcune parole sopra altre hanno fatto il resto. Penne felici provate a non annoiarla, a fermare per un attimo il suo mondo al trotto con delle storie che sappiano prendere per mano.

 

 

GIUDICE D’ONORE DI GIUGNO – ROBERTA DI PASCASIO

Il nostro giudice d’onore di giugno è la scrittrice e responsabile dell’agenzia letteraria “Ponte di carta” Roberta Di Pascasio. Un giorno, nello studio di casa, ha preso in mano il “Conte di Montecristo” di Dumas e il cerino dello storytelling si è acceso. Dentro a un libro ha intravisto tutta la grandezza che può racchiudere una storia scritta: l’intreccio, i personaggi, l’invenzione, la fantasia dell’autore. La laurea in lettere moderne è stata una diretta conseguenza, la fame onnivora per autori di ogni genere pure, da Mann, a Lawrence, a Goethe, da Flaubert a Fitzgerald, dalla Nemirovsky alla Yourcenar, da Sorrentino a Franzen, da Eugenides a Yates, dalla Duras a McEwan, da Carrere a McCarthy. La vittoria a un primo concorso letterario porta alla pubblicazione del suo primo romanzo, “Le porte di Cocteau”, edito da Giulio Perrone editore, poi è arrivato il premio nazionale Bukowski grazie a cui pubblica la raccolta di racconti “L’amore si impara” con la Giovane Holden edizioni; l’ultimo romanzo è “Ricordami la colpa” pubblicato da Alter Ego.
Si è specializzata in editoria, per anni è stata consulente letteraria dell’Ufficio del Teatro del comune di Avezzano dove vive, e conduce alla TV la rubrica letteraria “La magia delle storie” su Info media news, televisione regionale abruzzese. Oltre a insegnare scrittura creativa presso la casa editrice Minimum Fax e alla Scuola Omero di Roma. Dei concorsi letterari dice: “Servono per mettersi in gioco, e sono molto utili perché, come dico sempre ai corsi, la buona scrittura è frutto di esercizio, e i concorsi letterari sono una sorta di allenamento costante.”. Penne felici, a voi l’allenamento di giugno!

 

SUPERGIURIA DI LUGLIO

 

Per festeggiare il primo anno di BSF abbiamo deciso di coinvolgere tutte le nostre medaglie d’oro degli ultimi 12 mesi e formare una supergiuria che sceglierà il podio di luglio.
Tutti i giurati d’onore di luglio possono ugualmente prendere parte al concorso, con la sola differenza che non potranno votare per il proprio racconto.
Le votazioni avverranno esclusivamente via mail e avrete a disposizione una settimana di tempo per votare. La redazione vi invierà i 10 racconti finalisti e chiederemo a tutti i membri della supergiuria il proprio podio + una breve motivazione. I racconti che otterranno più voti finiranno sui tre scalini più alti di luglio. Qualora fosse necessaria, in caso di ex-equi o votazioni molto dissimili, ricorreremo a una seconda tornata di votazioni fino a raggiungere un verdetto vincente.

 

Membri della Supergiuria

Luglio 2019 – VIRGINIA CORAL

Agosto 2019 – LUKE SKYWALKER

Settembre 2019 – MISIA VECCHIO

Ottobre 2019 – STE

Novembre 2019 – TIZIANA COLOSIMO

All-Star Contest 2019 – STEFANO PALUMBO

Gennaio 2020 – LOREDANO CAFARO

Febbraio 2020 – PAOLA MERZAGHI

Marzo 2020 – MATTEO ABRAMI

Aprile 2020 – STE (già nella supergiuria)

Maggio 2020 – MATTEO ABRAMI (già nella supergiuria)

Giugno 2020 – SIMONE DELOS

In premio ai vincitori della giuria tecnica di luglio i propri racconti trasformati in cartoline da spedire a chi si desidera: 30 cartoline, con il proprio racconto stampato sopra, per la medaglia d’oro, 20 alla medaglia d’argento, 10 a quella di bronzo.       

GIURIA DI AGOSTO-SETTEMBRE


Exlibris20

Nata vent’anni fa come rivista cartacea autoprodotta e autodistribuita in tutta Italia, da poco più di un anno è rinata in versione digitale grazie alla verve dei suoi fondatori: Lea Iandiorio, allieva della prima classe della Scuola Holden che poi ho diretto per 10 anni, e Carmine Picone, graphic designer che ha progettato la grafica di Ex Libris per poi diventare amico inseparabile di Lea.

GIURIA DI OTTOBRE


Maura Orsucci – Tantilibriecaffe

 

Il giudice d’onore di questo ottobre è la bookblogger Maura Orsucci di Tantilibriecaffe, il blog che in meno di un anno è arrivato ad essere seguito, ogni giorno, da 20.000 persone. Maura collabora anche con diverse case editrici in veste di correttore di bozze e editor, oltre a divorare libri e recensirli per i suoi followers con la velocità dei piranha.  Non potevamo scegliere un giudice più attento e abituato a bazzicare tra le parole altrui.

GIURIA DI NOVEMBRE

 

FABRIZIO CARAMAGNA

 

Il giudice d’onore di questo mese è Fabrizio Caramagna, lo scrittore di aforismi vivente più citato al mondo, tradotto in ben 12 lingue, menzionato da Il Sole 24ore, da decine di targhe sparse in giro per l’Italia, dalla rivista americana di culto il New Yorker, fino a Ballando con le Stelle e Uomini e Donne. “Le case editrici non lo considerano un genere letterario, e pensare che il labor limae della frase, insegnato da Orazio e Catullo, quella spremuta di pensiero che fa riflettere e che ha reso celeberrimi François de La Rochefoucauld, Flaiano, Cioran e i grandi saggi della terra, ha una tradizione antichissima…”. Per Fabrizio leggere un aforisma è scoprire che il nostro non detto è, in realtà, dicibile, scoprire che ciò che giaceva indistinto dentro di noi può prendere forma e venire alla luce. La redazione di BreveStoriaFelice che utilizza la forma brevissima del racconto lampo non potrebbe essere più d’accordo. Il nostro concorso si basa sulla convinzione che l’arte della scrittura si insegni nello spazio piccolissimo, nella scelta costante di ogni singola parola, nella ricerca dell’esattezza letteraria del proprio io autore. Quando ci si siamo imbattuti nelle sue citazioni sulla panchina lo abbiamo contattato per chiedergli di essere il giudice per il concorso di novembre e Fabrizio si è detto curiosissimo di leggere i vostri racconti.

 Fabrizio Caramagna ha scritto due libri di aforismi Contagocce (2009) e Linee di seta (2012), e pubblicato due romanzi per Mondadori: Il numero più grande è due, il primo romanzo poetico al mondo in cui la trama si compone esclusivamente di aforismi e poesie brevi, e Se mi guardi esisto, uscito questo luglio 2020, “una storia d’amore, un libro sull’empatia, un cantico dedicato alle creature sensibili che attraversano tempeste silenziose per salvare il mondo”. Ha aperto un sito, trasformato anche in casa editrice, Aforisticamente.com, è socio fondatore della Associazione Italiana per l’Aforisma che gestisce il Premio Internazionale per l’aforisma Torino in Sintesi. Che altro aggiungere, datevi da fare sulle tastiere perché questo mese c’è un “ricercatore di meraviglie” pronto a leggervi.

 

CITAZIONI DI FABRIZIO CARAMAGNA SULLA “PANCHINA” 

 Ci siamo seduti su una panchina a sorridere gli stessi sorrisi della sera, a far sparire tutto ciò che poteva soffocare, ostacolare, appesantire.
L’unica invadenza permessa, quella della luna.
(Fabrizio Caramagna)

Per caso ti incontrai per strada. Eri sempre uguale. Ci sedemmo su una panchina e parlammo tutto il tempo di noi. Uno spazio di tempo lungo pochi minuti, largo i tre anni che aspettavo di rivederti.
(Fabrizio Caramagna)

Mi manca il vecchio internet, quando se volevi dirle qualcosa giravi la rotella del telefono fisso e ti rispondeva suo padre con una voce sospetta e poi finalmente te la passava e lei ti chiedeva come va e tu le rispondevi: “Ti aspetto tra quindici minuti alla nostra solita panchina” e lei sorrideva con un sorriso vero, di quelli che nessuna emoticon riuscirebbe mai a imitare.
(Fabrizio Caramagna)

 

GIUDICE D’ONORE DELL’ALL-STAR CONTEST 2020

 

FRANCESCO CAROFIGLIO

Non avremmo potuto scegliere giudice d’onore migliore per l’All-Star Contest 2020. Francesco Carofiglio, oltre ad essere scrittore dell’anima come pochi, con all’attivo 12 romanzi, è anche illustratore fin dai suoi anni di studio, collaborando con diverse case editrici (Laterza, Marsilio, Rizzoli, Einaudi) e con giornali e settimanali (La Repubblica, Il Corriere). Nel 2007, assieme al fratello Gianrico, ha scritto la graphic-novel Cacciatori nelle tenebre per Rizzoli, per cui: chi meglio di lui.
A sedici anni ha iniziato a fare l’attore, esordendo come protagonista di una fiaba di Alberto Manzi presso una compagnia pugliese di TeatroRagazzi. Ha proseguito dopo la scuola e contemporaneamente agli studi universitari fino a dirigere per tre anni la Scuola del Teatro Universitario della Puglia. 
Scrive anche opere per il teatro, sceneggiature per il cinema e per la televisione. 
Ha appena pubblicato un libro di poesie nato durante i primi mesi di pandemia: “Poesie del tempo stretto”.
«Da bambino giocavo con i disegni. Lo facevo per ore, ogni giorno. Negli anni è diventata un’abitudine, necessaria, per tutti i giorni della mia vita. Poi sono venute le parole, le storie, i romanzi. E di nascosto le poesie. In questo libricino disegni e poesie camminano insieme, per la prima volta, senza un legame apparente. E diventano piccole storie, di passaggio, raccontate con pochi tratti, con poche parole.»
È un uomo e un artista molto impegnato, eppure in un momento in cui l’arte fatica a svegliarsi, guardarsi allo specchio e creare, si è detto piacevolmente disponibile a fare da giudice ai vostri racconti. In bocca al lupo penne felici! Anche se Francesco ci ha spiegato che lui tifa da sempre per il lupo. 
 

GIUDICE D’ONORE DI FEBBRAIO

 

EDOARDO STOPPA

Edoardo Stoppa in Italia non è solo il volto che Striscia La Notizia ha legato indissolubilmente all’amore e al rispetto per i nostri amici animali, il suo impegno va ben oltre quello del conduttore televisivo. «Uno dei mei cani l’ho trovato mezzo morto in un cassonetto, la notte di Capodanno. Avevano gettato una cagnolina appena nata in un sacchetto di plastica, ma lei aveva così tanta voglia di vivere che ha strappato il sacchetto con le zampe per riuscire a respirare. L’ho presa con me e l’ho chiamata Duda. Qualche anno dopo ho intercettato un traffico di yorkshire provenienti dall’Ucrania. Titico era in condizioni disperate, per portarlo dal veterinario ho dovuto comprarlo… Prima di Striscia ho condotto un programma per il National Geographic e ho fatto molti documentari. Durante un reportage in Vietnam ho scoperto il mercato degli orsi della luna a cui succhiano liquido biliare caro alla medicina cinese. Ho visto un centinaio di orsi chiusi nelle gabbie, con un catetere attaccato al pancreas, per raccogliere il liquido d’oro che frutta milioni. Li tengono lì a soffrire per anni e poi li uccidono. Mi sono finto acquirente, poi di nascosto ho fatto le riprese, filmati che mi sono valsi molti premi ma che a me lasciano l’amaro in bocca perché non sono riuscito a salvarli». Edoardo è anche l’autore del libro “Per fortuna che ci sei” edito da Mondadori in cui racconta le storie più toccanti capitategli durante la sua professione di inviato in soccorso degli animali in difficoltà. Le sue inchieste hanno sventato commerci illeciti, fatto chiudere canili-lager o modificato le condizioni di vita di tanti animali abbandonati o maltrattati. Quando lo abbiamo contattato, offrendogli la cattedra della giuria per questo mese di febbraio, ha accettato senza esitazione e non vede l’ora di leggere le storie sui “vostri animali speciali”. Forza, penne felici, sbizzarritevi! E come vi direbbe Edoardo: “Non è una traccia per chi possiede un animale o ama il mondo animale, è una traccia per tutti…”
 

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